Particolare attenzione andrà posta nei confronti dei giovani di Santa Croce che a nostro avviso rappresentano il presente, e il futuro di questa comunità.

Si assiste ormai assuefatti, rassegnati e indifferenti, al grido di abbandono delle nuove generazioni troppo spesso costrette a lasciare la loro terra e i loro affetti più cari per cercare altrove opportunità e sbocchi professionali in linea con i loro percorsi di studio, i loro sogni e le loro ambizioni.

La crisi del mondo del lavoro, dettata dal difficile periodo storico che stiamo attraversando, unitamente all’incapacità di programmare interventi mirati al fine di contrastare questa emorragia di risorse e di potenzialità, determinano un impoverimento progressivo economico e sociale della comunità tutta, pregiudicando irreversibilmente il futuro e la sopravvivenza del nostro amato paese.

Sarà importante  quindi, tornare a dare centralità ai ragazzi e alle ragazze santacrocesi rendendoli partecipi delle attività amministrative, protagonisti e non più marginali spettatori, coinvolgendoli fattivamente nello sviluppo di programmi che andranno elaborati di concerto con le realtà scolastiche, associazionistiche, sportive e ricreative presenti a livello locale.

Nel momento in cui si soffocano speranze e prospettive di roseo futuro, complesse e drammatiche dinamiche sociali si impongono con tutta la loro forza. Problemi legati al consumo di droghe e alcol vedono nei giovani, spesso soli e inascoltati,  elementi vulnerabili, e vittime più frequenti. Insieme a loro contrasteremo simili fenomeni con tutti gli strumenti a disposizione, preventivi e di controllo anche potenziando in alcuni punti strategici, i sistemi di video sorveglianza nella lotta contro la diffusione di attività criminose all’interno del nostro tessuto sociale ed una stretta collaborazione con le Forze dell’ordine.

Scommettendo sui giovani potremo veramente far tornare una nuova  primavera a Santa Croce di Magliano.

Non avendo la certezza della situazione finanziaria dell’ Ente, volutamente ci presentiamo a questa competizione elettorale con un programma “prudente” costituito da pochi punti che noi riteniamo essenziali per ridare slancio e vigore alla nostra economia, fermo restando che l’informazione sull’attività amministrativa in essere, verrà puntualmente comunicata e discussa con tutti i cittadini. Intendiamo ripartire proprio dal Comune risistemando in maniera efficace le aree, i settori, il personale, la vigilanza e i servizi comunali per gestire al meglio il territorio attraverso la riorganizzazione dello stesso con la predisposizione e l’aggiornamento di idonei adeguati strumenti urbanistici. A questo va aggiunto da subito un corposo programma di manutenzione di tutto il patrimonio comunale che appare oggi abbandonato nel più totale degrado e che presenta situazioni di forte disagio e pericolo per la cittadinanza.  Razionalizzare alcuni servizi offerti dal Comune attraverso la gestione interna, evitando le costose  esternalizzazioni e valorizzando le professionalità locali. L’obiettivo è quello di arrivare ad abbassare alcuni costi o aliquote per le categorie produttive presenti ed operanti  sul territorio ma anche per i cittadini. Intendiamo riformare il catasto di tutti i beni di proprietà comunale con particolare riguardo a ciò che resta del Lascito Celeste e di C.da Sterparone dopo la tanto contestata vendita, al fine di ripartire le utilità a favore di tutta la comunità.

Lo stesso dicasi per gli impianti sportivi già in funzione o da ristrutturare che a nostro avviso devono essere gestiti, naturalmente sempre con il controllo dell’Ente, dalle relative Associazioni presenti ed operanti  a Santa Croce.

Un capitolo a parte lo vogliamo dedicare alla situazione delle scuole. Diciamo subito che anziché dare seguito al fumoso progetto della “scuola 2.0” che dovrebbe sorgere sul belvedere del Casale, tra l’altro in netto contrasto con lo strumento urbanistico attuale e su un’area soggetta a vincoli da parte della Soprintendenza ai Beni Ambientali, Architettonici, Artistici e Storici del Molise, riteniamo di adeguare l’attuale plesso scolastico di Viale Caduti di Nassirya attraverso soluzioni tecniche tali da rendere definitive quelle strutture che ancora oggi garantiscono fruizione e sicurezza ai nostri ragazzi. Tutto questo anche al fine di evitare una nuova selvaggia cementificazione con relativo consumo di parte di territorio che oggi non avrebbe veramente nessun senso e nessuna logica.

Tra l’altro avvertiamo la necessità di riconvertire la vecchia scuola elementare di Corso Umberto, situata in un posto di facile accesso,  creando il presupposto di un Centro che potrebbe ospitare le diverse associazioni presenti in loco: Avis, Pro Loco, Capriglione, Abraxas, scuola civica di musica, tanto per citarne alcune.

 Altri settori vitali a cui vogliamo prestare attenzione sono  quelli dell’artigianato e del commercio  che  rappresentano da sempre il fiore all’occhiello e il  punto di riferimento per l’intero comprensorio che ruota attorno a Santa Croce. Pur se con le difficoltà di questi ultimi anni, intendiamo per quel che possiamo, ridargli slancio e vigore magari affidandogli, nel rispetto delle Leggi, gli appalti che il Comune andrà a realizzare e le relative forniture. L’impegno a rivedere le tariffe comunali esageratamente aumentate nell’ultimo quinquennio potrebbe quanto meno alleviare la particolare situazione economica in cui versano anche le nostre piccole e medie imprese che assicurano in maniera stabile e duratura, diversi posti di lavoro e diversi stipendi.

Per quanto riguarda i servizi sociali e la sanità è importante per noi riallacciare i rapporti con la struttura dirigenziale dell’ASREM al fine di implementare e migliorare i servizi da offrire sul territorio; la Casa della Salute dovrà divenire e rappresentare il riferimento delle esigenze  socio-sanitarie di tutta l’area. Per sfruttare al meglio il suo utilizzo e la sua funzione proporremo un sistema di implementazione dei servizi annessi e di trasporto su base intercomunale. Ci adopereremo nel favorire iniziative di collaborazioni con i Comuni a noi vicini per affrontare insieme la difficile situazione viaria, lo spopolamento del territorio, la mobilità, alcuni servizi in forma associata e una nuova programmazione di interventi in questo contesto, per la creazione di opportunità di lavoro, coinvolgendo gli amministratori regionali e auspicando dagli stessi una maggiore attenzione rispetto a quella degli anni precedenti. Per quanto attiene alle OO.PP, dobbiamo assolutamente verificare le condizioni dell’impianto di distribuzione di acqua potabile specie in alcuni quartieri dove spesso i cittadini pagano disservizi a causa della ridotta pressione, valutando il completamento del serbatoio sopraelevato in località Colle ¾ per evitare i giorni alterni e contestualmente  garantire il normale flusso a chi oggi soffre i disagi dell’approvvigionamento idrico. Stessa attenzione merita l’impianto della pubblica illuminazione che andrebbe assolutamente messo in sicurezza e in molti casi potenziato. In un Comune di confine come il nostro e alla luce dei recenti fatti di cronaca che mai si sono verificati a Santa Croce, il buonsenso vorrebbe la sistemazione definitiva della Stazione Carabinieri, valutando le strutture già presenti e magari da adeguare oppure la costruzione della nuova Caserma ormai non più procrastinabile. Stesso discorso per dare una sistemazione definitiva anche al distaccamento dei Vigili del Fuoco, due presidi  utilissimi e  indispensabili per la sicurezza e la tranquillità dell’intero  comprensorio.

Il mondo agricolo al pari di altri settori dell’economia, vive da anni una profonda crisi accentuata a causa della globalizzazione che sicuramente ha contribuito a determinare un forte calo dei prezzi, con produzioni che oggi non sono quasi più remunerative; i ricavi quindi sempre più esigui e gravi difficoltà di gestione delle nostre aziende agricole. Ma bisogna anche dire che è questo un settore che forse più di altri offre ancora degli spazi e delle opportunità di sviluppo anche sul nostro territorio. Esistono possibilità di accesso ai finanziamenti (PSR, primo insediamento) ed una legislazione (attività connesse) che se adeguatamente utilizzati potrebbero quantomeno integrare il reddito aziendale, soprattutto per quanto riguarda le attività di manipolazione, trasformazione e vendita diretta delle produzioni agricole, km zero e quant’altro, già in uso da parte di molti operatori ma che se potenziate e agevolate rappresenterebbero sicuramente un’ancora di salvezza per i nostri produttori. Pur nella consapevolezza che l’amministrazione locale  non può incidere più di tanto sull’andamento dell’economia agricola, ma può sicuramente  svolgere un ruolo di informazione e di supporto per valorizzare e far conoscere i prodotti della nostra agricoltura attraverso manifestazioni, vetrine, realizzazione di apposite aree destinate alla vendita ecc.. Una rivisitazione generale di tutte le strade interpoderali e tratturali che oggi si presentano impercorribili o  al limite della percorribilità sarebbe necessaria insieme ad un censimento delle nostre aziende e relative  produzioni,  con l’apposizione della toponomastica agricola come fonte per la storia del passaggio, la conoscenza del territorio, le sue  bellezze e i suoi prodotti per dare la possibilità al turista ma a chiunque voglia scoprire il nostro incontaminato paesaggio e la genuinità dei nostri  prodotti e della nostra gastronomia.

La cultura è il valore aggiunto, la dinamo, il centro propulsivo per una comunità che ama la bellezza e il gusto. Santa Croce in passato ne ha creata, e molta. La Cultura è l’azione di reinventarsi ogni volta il presente e il futuro, affrontando senza paura le sfide della contemporaneità. Una piccola comunità che investe e crede nella cultura dimostra una condizione essenziale indispensabile per contrastare la piaga dello spopolamento delle aree interne: la funzione di emancipazione sociale e culturale attraverso nuove pratiche produttive, in grado di creare occupazione a medio e lungo termine per i giovani, ritrovando i modelli della nostra cultura identitaria innestandoli con le prospettive del presente. Non c’è più tempo per rinchiudersi nel passato. Parliamo, ripetiamo, della Cultura: è urgente.

A nostro avviso i punti principali per una base di rilancio potrebbero essere questi:

Sacrocam: un dispositivo culturale come il Sacrocam dovrebbe essere il modello per rilanciare il tessuto culturale, economico e sociale della nostra comunità; luogo dove ospitare artisti nazionali, luogo aperto dove intrecciare sperimentazioni artistiche, letterarie, visive, musicali e teatrali. Sacrocam come luogo di aggregazione, di crescita all’educazione culturale e intellettuale non luogo di eventi autoreferenziali, chiusi, ma spazio per investimenti a lungo termine coinvolgendo tutte le maestranze culturali della nostra  comunità.

aree di interesse culturale dismesse o inutilizzate; tutte le aree dismesse o inutilizzate della nostra comunità, oltre ad essere una grande risorsa storico-artistica, devono essere salvate dall’incuria, dal degrado e dall’abbandono attraverso progetti per renderli funzionali, creando percorsi naturalistici, spazi urbanistici e il potenziamento dal punto di vista turistico delle aree abbandonate.

Santa Croce di Magliano polo culturale del comprensorio; questa comunità deve trasformare tutto il suo potenziale in forza centripeta in grado di attirare in un punto ideale tutti i paesi dell’area del cosiddetto cratere, così da arginare il fenomeno dello spopolamento anche attraverso il settore culturale e il lavoro di tutti gli addetti e delle  risorse umane presenti. Tutto questo è possibile, basta crederci !!!

Gestione finanziaria: gli enti territoriali sono stati interessati negli ultimi anni da profondi rinnovamenti previsti da provvedimenti legislativi i quali hanno modificato l’aspetto contabile e la predisposizione degli schemi di bilancio, da un lato, e dettato specifiche disposizioni per l’assegnazione di risorse finanziarie, dall’altro.

I piccoli Comuni come Santa Croce di Magliano, si collocano in questo mutato quadro normativo e risentono dei tagli delle entrate operati dall’amministrazione centrale, nel rispetto dei risparmi di spesa della pubblica amministrazione.

La sfida consiste, quindi, nell’essere capaci di reperire più risorse possibili per consentire la realizzazione di investimenti pubblici in grado di soddisfare i bisogni della nostra collettività e del singolo cittadino. Contemporaneamente è necessario mettere in campo tutte quelle azioni amministrative che consentano il rispetto dei principi di efficacia, di efficienza e di economicità per garantire una giusta allocazione delle risorse, evitando gli sprechi.

L’attività amministrativa si dovrà integrare con l’attività regionale, quest’ultima in grado di favorire misure idonee alla valorizzazione delle aree interne del territorio molisano in cui si colloca anche il nostro paese, attraverso il potenziamento delle azioni intraprese durante la programmazione 2014-2020 a valere sui Fondi europei per il raggiungimento della coesione economico- sociale e mediante il recepimento della nuova programmazione europea per il periodo 2021-2027 che punta su cinque obiettivi strategici entro i quali si possono innescare le iniziative amministrative volte a favorire l’innovazione, la digitalizzazione, il potenziamento di attività ecosostenibili, miglioramento delle reti di trasporto e digitali, miglioramento delle condizioni sociali dei cittadini anche attraverso uno sviluppo urbano più sostenibile.

Anche per i Fondi europei si tratterà di affrontare la sfida di una nuova distribuzione delle risorse finanziarie, che non saranno più ripartite a livello regionale ma su obiettivi politici nazionali in virtù della “concentrazione tematica” stabilita a Bruxelles. In questo quadro di riduzione delle entrate finanziarie destinate al fondo per la coesione e alla politica agricola si dovranno definire criteri efficaci ed efficienti di utilizzo delle risorse pubbliche attraverso la predisposizione di un programma di obiettivi prioritari per la sicurezza del territorio, per il benessere Equo Sostenibile (BES), puntando alla valorizzazione non solo economica degli interventi ma al generale miglioramento della qualità della vita dei nostri cittadini.

E’ questa la sfida che intendiamo affrontare.

Alla elaborazione di questo programma amministrativo per  la gestione del nostro Comune nei prossimi cinque anni abbiamo contribuito tutti con coraggio e determinazione, affiancati e sostenuti  dai tanti giovani che sollecitano da tempo un netto cambiamento e un nuovo modo di concepire il bene comune a Santa Croce.